
La Nave della Sila, voluta dalla Fondazione Napoli Novantanove, è ospitata nell’antica e bellissima vaccheria – restaurata dall’Arch. Sila Barracco – nel Parco Old Calabria, nel cuore dell’area silana ed è il primo tentativo di raccontare l’emigrazione italiana in un’ottica non regionale.
Certo, essendo la Calabria (e in particolare il vicino paese di San Giovanni in Fiore) una delle regioni più colpite dal salasso migratorio, non mancano gli approfondimenti calabresi, come le vicende per le vie del mondo di una famiglia di Morano Calabro, ma lo sguardo d’insieme ha un respiro nazionale.
La ricostruzione per cenni di un bastimento – su progetto dell’architetto Anna Cilia – ricostruzione ricca di suggestioni grazie alla scenografia e a un sapiente uso delle luci, dei tendaggi, degli spazi, vuole offrire un panorama della grande epopea dei nostri emigranti che sia allo stesso tempo storicamente corretto e di facile lettura, scientifico e toccante.
L’esposizione di una raccolta straordinaria di fotografie, illustrazioni e copertine di vecchie riviste, resa possibile dalla generosità di una miriade di fondazioni, istituti, agenzie fotografiche, case editrici e collezionisti privati (dalla Fondazione Cresci alla Fondazione Agnelli, dal Corriere della Sera all’Istituto Luce) è accompagnata da testi di Gian Antonio Stella che raccontano la nostra storia attraverso i numeri e le poesie, le testimonianze letterarie e le statistiche, le avventure di interi villaggi, di singole famiglie, di uomini e donne e bambini. Così da consentire una rapida carrellata per le scolaresche o una visita più attenta a chi vuole mettere a fuoco questo o quell’aspetto. Come ad esempio i viaggi per mare, i naufragi o le “navi di Lazzaro”, ricostruiti con una collezione iconografica unica e in larga parte inedita.
Come ogni piroscafo, anche La Nave della Sila ha i suoi fumaioli. Sono tre e ospitano ciascuno un approfondimento.
Nel primo c’è una saletta musicale, dove si può scegliere in un vasto repertorio (curato dal maestro Gualtiero Bertelli) le canzoni di emigrazione da ascoltare.
Nel secondo alcune cuccette di terza classe che, con l’ausilio di foto, rumori e odori consentono di capire in quali disperate condizioni viaggiasse chi partiva per la Merica.
Nel terzo uno spazio dell’Istituto Luce, dove è possibile scegliere questo o quel filmato d’epoca dedicato al tema.
Non mancano due «maniche a vento».
Nella prima è alloggiato un computer con la storia della famiglia calabrese, nella seconda uno contenente la memoria, nome per nome, degli sbarchi dei calabresi in America. A parte, al piano superiore, una grande sala attrezzata ospiterà convegni, conferenze e proiezioni sul tema. Un’altra, la biblioteca che sarà via via arricchita di tutto ciò che è stato scritto sull’emigrazione italiana e sui migranti in genere più una raccolta, sempre sul tema, di film e documentari. Una terza sala ospiterà infine alcune postazioni internet dove gli utenti saranno pilotati, grazie a una serie di link, alla scoperta dello sconfinato e spesso sconosciuto mondo degli italiani sparsi dall’Australia al Brasile, dal Canada all’Argentina.
Non mancano, per il benessere degli ospiti, un accogliente caffetteria con degustazione di prodotti tipici e una terrazza immersa nel paesaggio silano.
A poche decine di metri, raggiungibile con una passeggiata tra alberi secolari, prati e ruscelli, al piano terra di uno splendido edificio antico, c’è inoltre il Parco letterario Old Calabria, Norman Douglas e i viaggiatori del Grand Tour.
La Nave della Sila
Parco Old Calabria, Camigliatello Silano (CS)
www.oldcalabria.org
info@oldcalabria.org
081.66.75. 99, 081. 66.73.99 anche fax




veramnte bello questo museo, no l’avevo mai visto, ci sono posti in calabria che bisogna farli conoscere e valorizzarli, per un buon turismo calabrese.
sono d’accordo con te ! E’ veramente molto bello e suggestivo….da visitare !!!
Fortissimo questo museo… non vedo l’ora di visitarlo!!